Tui Shou come fondamento delle arti marziali

Il Tui Shou è il banco di prova del proprio Taiji Quan e di qualsiasi arte marziale che si ritiene interna. Tutti i nostri difetti nella pratica del Taiji vengono allo scoperto nel Tui Shou. La pratica delle forme e quella del Tui shou sono inseparabili, (la forma studia la forza e la potenza; il Tui shou la sensibilità) non si può acquisire alcuna abilità nel Taiji Quan se non si comprende a fondo il Tui Shou.
Come abbiamo detto con la forma si allena il Jin (forza elastica interna), con il Tui Shou la sensibilità. Non bisogna eseguire la forma per allenare il Qi (energia), altrimenti la mente si focalizza su di esso facendolo ristagnare.

Vi sono quattro qualità primarie che bisogna praticare nella forma: precisione, allenamento, rilasciamento, stabilità. Si allenano le ossa e si rilasciano i muscoli, per fare ciò ci vuole precisione interna ed esterna del dove e quando posizionare le articolazioni. Una volta allineate le ossa-articolazioni, grazie alla precisione si può
chiedere alla muscolatura di “rilasciare”, ma anche qui bisogna sapere dove e cosa. Tenendo le ossa allineate e rilasciando i muscoli, il corpo affondando allunga le fasce muscolari generando così forza elastica (contrazione eccentrica, attività  muscolare pliometrica), che a sua volta genera stabilità. E’ solo a partire da questa stabilità che si può emettere forza elastica interna Jin.
Nei classici del Taiji, troviamo scritto:

• ” Jen ha la sua radice nei piedi, sale lungo le gambe, passa attraverso la schiena, per poi manifestarsi alle mani “

• “Emergere dalla radice, ed affondare nella radice “.

Dei 10.000 cambiamenti nessuno è sconnesso dalla radice.

Questo significa che la “Forza Elastica Interna” ha origine nei piedi e che tra suolo-forza-corpo vi è un importante rapporto. Riuscire a “sentire” i piedi del partner, ci
permette di cogliere la forza alla sua origine e dunque di controllarla. Ma prima di “sentire” i piedi altrui bisogna “sentire” i propri. Questo si studia nella forma e prima ancora nei “5 esercizi per il rilassamento ed affondamento”. -Song. Ch’en Wu Fah
Qualsiasi cambiamento corporeo ha origine nei piedi e viene sostenuto da essi. Connettere le anche con i talloni, le scapole con il sacro, le mani con il tronco,
realizzando ciò che c’è scritto nei Classici del Taiji: “Non usare le mani come mani, ma usa tutto il corpo come fosse mano”.
I movimenti della base del tronco producono i movimenti del centro che a sua volta muove il tronco che conduce le braccia/mani. Le mani non solo nella forma Taiji ma anche nel Tui Shou devono muoversi per ultime. Una volta che tutto il corpo è continuamente connesso, dai piedi fino alle punte delle dita, ed il ritmo diventa quasi naturale, il neutralizzare dovrebbe consentire ad una forza di entrare di passare attraverso di voi, dirigersi verso il suolo, da dove rimbalzerà indietro.

Il Tui Shou è solo un’estensione della forma, l’unica differenza consiste nel fatto che c’è una forza esterna (quella del partner) che motiva i nostri movimenti. Dovreste muovervi nello stesso modo, con la solita consapevolezza che avverte nella forma. Quando studiate la forma Taiji, dovreste eseguirla come se qualcuno vi attaccasse. Eseguire la forma pensando di attaccare qualcuno è andare verso l’esterno con la mente e con i gesti. Nei classici del Taiji c’è scritto che la mente deve essere
posta nel Dan D’ien, nel proprio centro.

Eseguire la forma visualizzando di essere attaccati da qualcuno, rivolge la nostra attenzione-intenzione verso l’interno aiutandoci a sentire meglio i percorsi di forza.
La forza elastica interna (Jin) è generata da Song-Ch’en (rilassamento-affondamento) e motivata dallo YI.

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