Breve storia del Daito Ryu (1a parte)

La tradizione riconduce l’origine del Daito ryu a Shinra Saburo Minamoto Yoshimitsu (1056-1127), leggendario guerriero e discendente dell’Imperatore Seiwa. Secondo i racconti che circondano la sua figura, Yoshimitsu eccelleva nell’arte della lancia (sojutsu), dell’arco (kyujutsu) e della spada (kenjutsu), ed era inoltre un abile cavaliere. Secondo la leggenda, Yoshimitsu creò le tecniche di quest’arte ispirato dai movimenti di un ragno che intrappola la sua preda. Si dice inoltre che egli compì veri e propri studi anatomici al fine di capire la struttura delle articolazioni, la resistenza dei legamenti e la struttura dei muscoli. Sulla base di queste osservazioni, articolò i principi del combattimento corpo a corpo.
L’arte di Yoshimitsu si conservò secondo una tradizione familiare e così, di generazione in generazione, fu tramandata fino ai suoi discendenti, i Takeda.

Tutti questi aspetti dell’insegnamento erano considerati inscindibili dalle tecniche di combattimento. Nell’ottobre 1799 fu fondata la scuola di arti marziali Nishinkan Aizu. Da qui l’importanza del clan Aizu nella storia del Daito ryu.
Il declino del clan Aizu (1868), segna l’inzio di una nuova era.Alcuni anni dopo, l’ultimo ministro del feudo di Aizu, Tanomo Saigo (maestro di oshikiuchi) si ritirò a vita privata presso il tempio di Nikko Toshogu. Questò evento mise in serio pericolo la sopravvivenza del Daito ryu.
E’ importante sottolineare che le tecniche di oshikiuchi (Daito ryu) sono alla base di molti sotto-stili, nati dalla volontà di uomini che, abbandonato il clan, mantennero in vita l’arte sebbene modificandola secondo le loro inclinazioni. In alcuni casi, questi sotto stili o scuole derivate, sono rimasti fedeli al modello originale.
Tuttavia il Daito ryu di per sé oggi non sarebbe così ampiamente conosciuto se non fosse stato per gli insegnamenti di un uomo: Masayoshi Minamoto Sokaku Takeda (1859-1943).

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